300/500gr

l'essenziale per l'inverno.

LA FLANELLA

Milano, settembre, 8.30 del mattino. La giornata è buia e fredda, all’idea di uscire un brivido gelido ci trapassa le membra ,considerando poi che i bloodymary della sera prima si sono moltiplicati inspiegabilmente la camicia proprio non si abbottona oggi. Sul divano Chesterfield rosso scurissimo siamo come in trans intenti a bere un enorme spremuta di pompelmo rosa e ci lasciamo avvolgere dal calore del nostro dolcevita di cachemire nero e da quei vellutati pelucchi di lana di cui è composto il nostro completo di flanella grigio antracite, scuro come la pietra delle scogliere di quel lontano paese del Galles dove viene prodotto. Ai piedi le nostre tassel loafer preferite rosso mogano (si abbinano quasi al colore del divano in effetti, lo notiamo con immensa soddisfazione). Smettiamo per un attimo di assumere quell’aria afflitta da intellettuale depresso degli anni 60 e puntiamo lo sguardo all’ultimo nostro acquisto posato al centro del salotto: un uomo magrissimo di argilla intento a camminare verso l'infinito, Alberto Giacometti sembra aver attinto al mélange di grigi che compone il nostro abito di flanella per realizzarlo. Ancora 15 minuti prima di partire per l'ufficio, ancora 15 minuti di contemplazione e calma, alziamo il volume dello stereo e lasciamo vagare la mente vuota sulle note di "Fratres", Arvo Part.

Che cos’è la flanella?

Se di lane invernali vogliamo parlare, la flanella cardata ne è sicuramente la regina. I fili di lana vengono lavorati con una tessitura a saia riconoscibile da una linea orizzontale più marcata nella versione pettinata e quasi invisibile nella versione cardata. La sua storia è antichissima: nasce nel XVII secolo in scozia, nelle Highlands; era il tessuto preferito dei contadini per proteggersi dal freddo, la sua peluria infatti agisce come un isolante termico mantenendo il calore del corpo costante e protetto dalle intemperie.

Flanella cardata o flanella pettinata?

Due lavorazioni differenti sullo stesso materiale che ne determinano l’aspetto più dolce e confortevole: cardata, o più serio e strutturato: pettinata. Entrambe le lavorazioni si effettuano dopo la tessitura, la cardatura è un processo meccanico che tramite fini spazzole di metallo graffia i fili del tessuto “garzandone” la superficie ed ottenendo cosi una leggera peluria che ne accentua l’aspetto più morbido e confortevole; le pettinatura si effettua successivamente alla garzatura, consiste nell’ordinare le fibre cardate per eliminarne le più corte e per donare un effetto piu netto ed “ordinato”.

Winston Churchill nel suo famoso tre pezzi in flanella gessata.

Flanella cardata Fox Brothers, prodotta ancora come all'epoca di Churchill.

Italiana od inglese?

Come per la maggior parte dei tessuti ne esistono due versioni: una più leggera e morbida, adatta a climi più miti, come quelli della nostra penisola italiana; ed una più pesante, strutturata e grezza, perfetta per i duri inverni inglesi. Quale scegliere? il risultato saranno due capi molto differenti; per una giacca rilassata e destrutturata, molto “sprezzante”, è d'obbligo la versione italiana, intorno ai 280/300 grammi (molto famosa ed utilizzata quella di Vitale Barberis Canonico). Maestosamente rigida e formale, rigorosa per così dire, è la versione inglese, di un peso attorno ai 400/480 grammi: con questa, il capo avrà un aspetto più strutturato e serale

Cosa confezionare con queste flanelle?

La versatilità di questo tessuto è incredibile: monopetto, doppiopetto, due o tre pezzi, pantaloni e persino camicie. Unico consiglio da tenere a mente riguarda il forte esprit sportivo che porta con sé questo tessuto: nella qualità cardata sconsigliamo di utilizzaro per un abito da sera; discorso diverso per quanto riguarda la versione pettinata: nelle tonalità più scure sarà adattissima per il nostro bloody mary serale.

Quando indossarlo e tonalità consigliate

Le tonalità dei grigi, ferro, pietra, antracite sono particolarmente adatte per completi due o tre pezzi. Sono tonalità propense ad essere utilizzate tra loro spezzandole con un dolcevita in lana o cachemire:

Gianni Agnelli ne possedeva tutte le sfumature per esempio. Molto belle le versioni ecrù e corda per completi pomeridiani, o il classicissimo blu navy - perfetto per il lavoro. Consiglierei le versioni pesanti inglesi per la confezione di abiti più serali e medio formali, Fox Brothers produce ancora lo stesso gessato antracite/grigio chiaro che portava Winston Churchill in versione 3 pezzi con papillon a pois. 

Raffinata e da non dimenticare, è la flanella bianca che in passato veniva abbondantemente utilizzata per confezionare pantaloni da blazer, ottimi per la serata in riva al mare quando il vento inizia a soffiare da nord...

Un altra variante sta nelle fantasie scozzesi, perfette per creare pantaloni sportivi da portare sotto giacche di velluto e Barbour nelle nostre vaste e non riscaldate tenute di campagna.

Gianni Agnelli in uno dei suoi numerosi completi doppiopetto in flanella grigia.

Scritto da Francesco Mocchia di Coggiola

Settembre 2020

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