220/400gr

L'eleganza Stropicciata.

I LINI

Parigi, luglio, 15.30, Café Marly. La vista del Louvre è splendida a quest'ora del pomeriggio, le ombre nette ed i contrasti bruciati color seppia rendono la sua architettura barocca viva ed imponente, degna di un film di Fellini. Siamo seduti sotto i portici del caffè e i 34 gradi di calore francese rientrano nella nostra soglia di sopportazione solo grazie ad un caffè freddo shakerato (unica opzione considerando il gusto di quello normale francese) ed il nostro abito doppiopetto in lino irlandese dello stesso colore del tabacco della Davidoff che stiamo fumando.

Panama Montecristi leggermente rovinato dal tempo, camicia in batista di cotone avorio richiusa da una cravatta in maglia di seta blu scuro, ai piedi un paio di loafer testa di moro su misura di cui ci prendiamo cura ormai da anni nonostante le rughe dell’età; l’aspetto stropicciato del completo aggiunge al quadro una nonchalance che non disturba minimamente l’eleganza dell’ensemble, ma al contrario ne eccita il contrasto.

Probabilmente stiamo aspettando un ritardatario appuntamento di lavoro, o siamo leggermente in anticipo per un rendez-vous galante, forse siamo solo usciti a prendere una boccata d’aria in compagnia di un libro; in uno qualsiasi di questi casi quella fibra secca, dura e stropicciata che è il lino sarà la nostra migliore compagna per alleggerire il peso del sole pomeridiano di luglio.

Che cos’è il Lino?

Il lino è una fibra di origine cellulosica dall’ aspetto secco e lucido; seminata ad aprile viene raccolta e lavorata ad agosto. Caratteristiche di questa fibra sono l’alto livello di traspirabilità, e la capacità di assorbire l’umidità gonfiandosi leggermente. Degna di nota è anche la sua estrema resistenza al lavaggio ed al tempo, caratteristica che ha reso questa fibra utilizzatissima, in passato come ancora oggi, per la confezione di biancheria intima e per la casa, che ha la necessità di essere lavata molto spesso.

Qual è la differenza tra il lino Italiano ed il lino Irlandese?

La prima differenza che salta all’occhio è la pesantezza: il primo è leggerissimo, impalpabile, una grammatura media di 220 grammi al metro. Leggermente più difficile da lavorare, la sua struttura porta ad una piega più facile e sottile, ma permette una traspirabilità enorme anche nei climi più caldi. Il lino irlandese ha una pesantezza ben maggiore: in media 400 grammi al metro, ha una struttura più rigida e forte che gli dona un carattere più severo e strutturato; la sua stropicciatura è più larga e meno intensa, risulta quindi più adatto a chi non ama troppo questa caratteristica del tessuto.

Dettaglio di giacca realizzata in lino irlandese.

Giacca realizzata in leggero lino italiano.

Cosa confezionare con questi lini?

Sicuramente la differenza di grammatura porta ad una linea molto differente sullo stesso capo realizzato col primo o col secondo tessuto: un lino irlandese ben strutturato porterà ad un completo più rigido e croccante, consiglio quindi di non prevedere alcuna struttura all’interno del capo poiché il tessuto stesso ne creerà una molto solida senza aiuti; il lino italiano avrà un aspetto più rilassato e casual se assemblato in maniera destrutturata, ma per gli amanti del più classico una intelatura più pesante aiuterà questo tessuto a prendere più forma. In entrambi i casi è fortemente consigliato un capo completamente sfoderato.

 

Nota bene: il lino bianco avrà bisogno di una mezza fodera sul pantalone per evitare trasparenze imbarazzanti.

Quando indossarlo e tonalità consigliate

Il suo aspetto stropicciato lo rende meno adatto alle occasioni formali, esistono però molte versioni in cui questa fibra viene mischiata con altri materiali come il cotone o la seta dando al risultato finale una resistenza alla piega molto più marcata. Imprescindibile nel guardaroba di un vero gentleman un completo due o tre pezzi in lino ecru o crema per le vacanze estive o i matrimoni sulle isole. Le sfumature del marrone, corda, tabacco sono particolarmente gradevoli in contesto cittadino e variano i colori del guardaroba da ufficio. Un completo in carta da zucchero o blu navy può essere un ottimo passepartout per l’aperitivo serale in vacanza come al bar sotto casa. Per i più coraggiosi esistono moltissime tonalità pastello adatte a blazer e spezzati sportivi da utilizzare con polo e chino nei classici pic-nic all’ aria aperta.

Fitzcarraldo, nell'omonimo film di Werner Herzog, interpretato da Klaus Kinski, indossa un mangnifico completo in lino grezzo ecrù, accompagnato da panama e cravatta-foulard di seta nera.

Scritto da Francesco Mocchia di Coggiola

Giugno 2020