150/250gr

L'abito da vacanza

SEERSUCKER

Il fascino delle assolate colonie inglesi in India nei film noir degli anni 30, un raduno preppy nelle università americane di Harvard o Yale, una passeggiata tra le colonne dell’arcopoli di Atene ad agosto; panama in testa e sigaretta nella mano l’abito che immaginiamo tutti è in un favoloso e freschissimo seersucker. Il calore più tropicale non spaventa questo tessuto stropicciato e colorato che dai suoi albori è il simbolo del completo estivo per eccellenza!

Che cos’è il Seersucker?

Il Seersucker è un tessuto composto interamente di cotone, la sua particolarità è un rigatino più o meno stretto dall’aspetto leggermente stropicciato. Questa caratteristica rende il tessuto particolarmente fresco perché meno in contatto con la pelle. La stropicciatura era dovuta in origine al fatto che questo materiale era tessuto con una linea di cotone alternata ad un altra di seta, così facendo, una volta bagnato il tessuto, il cotone si restringeva, ma non la seta. Oggi lo stesso effetto è dato durante la tessitura dello stesso cotone, con una striscia di fili tesi ed una di fili lenti.

Perchè si chiama Seersucker?

Le origini del Seersucker sono ancora una volta da ricercarsi nelle colonie britanniche, questa volta in India: fu infatti importato dalla Compagnia delle Indie nel XVIII secolo in Inghilterra. Il nome deriva dalla fusione dei termini persiani shir e shakar, cioè “latte” e “zucchero”, in riferimento al colore alternato ed alla differente morbidezza delle due trame. 

Il suo utilizzo però ebbe fortuna soprattutto in America: alla fine dell ottocento infatti lo troviamo utilizzato per confezionare le tute da lavoro degli operai ferroviari e petroliferi in una versione blu scuro detta “puker” considerando le alte temperature degli ambienti di lavoro il personale era particolarmente soddisfatto della sua leggerezza e traspirabilità. Come dall’ambiente di lavoro sia poi diventato un classico dell’abbigliamento borghese è dovuto sicuramente ai gruppi di studenti dei college americani (i preppy) che utilizzavano questo tessuto colorato per confezionare i loro completi. L’immissione nel mercato del pret-à-porter la dobbiamo a Brooks Brothers e a Haspel, entrambi grossi produttori di abiti confezionati in seersuker già a partire dal 1909.

Winston Churchill al mare (1914) in un completo seersucker.

Gregory Peck impersona l'avvocato Atticus Finch nel film "il Buio oltre la siepe" diretto da Robert Mulligan.

Cosa confezionare con il seersucker?

Nel film Il buio oltre la siepe di Robert Mulligan (1962) troviamo un iconicissimo tre pezzi di seersucker indossato dallo statuario Gregory Peck intento a difendere l’onore di un afroamericano accusato ingiustamente di omicidio nelle piantagioni di cotone degli anni ‘30

Come testimoniato dall’elegantissimo Tom Wolfe in Go to hell il seersucker era utilizzatissimo negli anni ‘80 dai preppy della Ivy League, usato come un blazer con chinos in cotone color panna, mocassini marroni penny loafer e con la classica camicia Oxford.

La versatilità di questo tessuto dunque è davvero stupefacente: completi, blazer, short, persino camicie. Oltre che nell’abbigliamento classico, il seersucker è stato recentemente rivalutato anche nel campo della moda: basti pensare ai seersuker coloratissimi di Thom Browne usati nelle sue collezioni maschili e femminili.

Un completo due pezzi nella classica tonalità bianco/azzurro è un must have da utilizzare anche come spezzato, con un pantalone crema ed una  fresca camicia di lino. 

La giacca, mono o doppiopetto destrutturata, va confezionata preferibilmente sfoderata per poter godere appieno della leggerezza di questo tessuto. Attenzione alle varianti di colore più chiare che potrebbero lasciar intravedere le tasche del pantalone!

Quando indossarlo e tonalità consigliate

Le versioni più classiche sono azzurro/bianco, blu/bianco e la tre colori, molto americana, blu/bianco/rosso. Esistono infinite varianti di colori accostati al bianco che riserverei però solo alla confezione di capi più casual come shorts o camicie. Queste versioni colorate sono perfette per un utilizzo mattiniero e pomeridiano, certamente non serale. La versione mattiniera bianco su bianco è degna di nota e dall’aspetto leggerissimo da usare in barca sui laghi; per l’aperitivo in riva al mare invece la versione blu su blu è una chicca di eleganza per pochi.

Scritto da Francesco Mocchia di Coggiola

Aprile 2020